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Una romantica biografia
A
ventidue anni,con tante belle idee nel capo,con tanti affetti nel cuore
doversi seppellire tra le mura di un ufficio e contemplare il sole di
maggio attraverso le gretole di una persiana! L' infimo degli insetti,che
ronza nella mia camera, l’infimo uccello che canta in un piccolo giardino
del cortile sono infinitamente di me più felici; essi vengono, vanno,
vedono il sole,contemplano la natura; io darei tutta la mia vita per una
sola delle loro giornate!
( Iginio
Ugo Tarchetti )
Una
romantica biografia
Iginio
Ugo Tarchetti, già lungo un metro e ottantaquattro, mi cresceva
sott’occhio ad ogni passo, fino a raggiungere altezze olimpiche…
Le parole dell’amico Salvatore Farina
, colui che più di ogni altro ha
contribuito ad alimentare il mito di Tarchetti, sembrano essere presaghe
delle vette letterarie che Ugo avrebbe potuto raggiungere se il destino
non avesse predisposto per lui diversamente, se la vita, la stessa che,
sue parole, divorava, non fosse stata minata dal male fatale
dell'epoca, la tisi, e precocemente troncata da un attacco di tifo.
Breve, infatti, fu la sua esistenza, segnata costantemente dalla
consapevolezza della fine imminente, ma intensa, profusa nella
letteratura e nel giornalismo.
Scrisse di tutto: dall’articolo giornalistico alla poesia, dal racconto
al romanzo, sempre vivendo all’insegna dell’attivismo, dell’impegno
e dell’ardore che infondeva in tutte le sue esperienze, operando scelte
dettate dalla passione e dall’istinto, anche se poi lucide e razionali
furono la critica all’istituzione militare e alla guerra e la stessa
decisione di abbandonare l’esercito. Soprattutto amava la libertà,
proprio quella che sentiva mancargli al tempo della carriera militare, che
lo guidò a lasciare una carriera sicura per vivere un’esistenza da
scapigliato e che lo spinse a scrivere:
A ventidue anni, con tante belle idee nel capo, con tanti affetti
nel cuore, doversi seppellire tra le mura di un ufficio e contemplare il
sole di maggio attraverso le gretole di una persiana! L ‘infimo degli
insetti che ronza nella mia camera, l’infimo uccello che canta in un
piccolo giardino del cortile, sono infinitamente di me più felici; essi
vengono,vanno,vedono il sole,contemplano la natura; io darei tutta la mia
vita per una sola delle loro giornate!
Il suo capolavoro resta Fosca, romanzo lasciato incompiuto e terminato
da Salvatore Farina
, ispirato dalla donna che incontrò nel novembre del
1865 a Parma , quando ancora era nel commissariato militare, una certa
Carolina , o Angiolina, epilettica, parente di un suo superiore, con la
quale intrattenne una relazione,causa non estranea alle dimissioni
dall’esercito per lo scandalo sollevato .
Di questa donna abbiamo la testimonianza dello stesso Tarchetti che
scrive: Quell’infelice mi ama perdutamente…il medico mi disse che morrà
fra sei o sette mesi,ciò mi lacera l’anima, vorrei consolarla e non ho il
coraggio, vorrei abbellire d’una misera e fuggevole felicità i suoi ultimi
giorni,e v’ha la natura che mi respinge da lei.
Tarchetti, già ammalato di tisi, morì per un attacco di tifo, in
casa dell'amico Salvatore Farina
che lo aveva ospitato, il 25 marzo del
1869; il giorno successivo sulla rivista letteraria “Il Pungolo"
si leggeva:
…E’ morto dopo aver lungamente, coraggiosamente e dignitosamente
lottato contro le brutali realtà della vita, nemiche accanite all’arte e
alle sue manifestazioni; è morto quando la speranza di miglior avvenire,
frutto di lavoro assiduo e di costanza indomabile, più caramente gli
sorrideva; è morto quando gli sorridevano intorno attestati non dubbi
della commozione profonda destata dai casi di questa povera Fosca, nella
quale egli quasi morente versò tanta parte della vita che gli fuggiva-
gioie, dolori, aspirazioni indefinite, proteste sdegnose, indignazioni
sante- e quasi ad ogni linea, il presentimento della morte vicina…
Leggenda vuole che Angiolina, diversamente da quanto accade a Fosca
nel romanzo, gli sia sopravvissuta e che ogni anno, nel giorno dei morti,
non abbia mai mancato di far giungere fiori sulla tomba del poeta.
Francesca Santucci
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