Francesca Santucci

Roma città aperta

di Roberto Rossellini

 

Roma città aperta  inaugurò la rosselliniana "trilogia della guerra" che, con la denuncia dell’orrore della guerra, e la documentazione dell’avanzata delle truppe alleate in Italia, contribuì a diffondere a livello internazionale il cinema del Neorealismo italiano, cinema di verità e testimonianza di presa di coscienza.
Iniziato due mesi dopo la Liberazione, in profonda economia, tanto che, per acquistare la pellicola al mercato nero, Rossellini fu costretto a vendere delle suppellettili personali, fu definito dallo stesso regista "film della paura", muovendo dalla rappresentazione e dalla personale esperienza della paura, vissuti in tempi cupi per fame, violenza e mancanza di libertà.
Tanti gli attori presi dalla strada per dare vita ai vari personaggi, straordinarie le presenze di Aldo Fabrizi e dell’intensa Anna Magnani nel personaggio di Pina.
Rimarrà impressa per sempre nell'immaginario collettivo la scena in cui mentre, urlando il nome dell’amato, cerca di raggiungere il camion che glielo sta portando via, viene colpita da una raffica di mitra e resta immobile sul selciato, povero corpo senza vita, con la veste scomposta, sotto lo sguardo sconvolto del figlio, in rappresentazione tangibile del marchio di orrore che la guerra imprime sulla vicenda personale dell’individuo.

Francesca Santucci (17.10.2000)