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Ada
arriva, muta e silenziosa, arriva promessa sposa di un uomo sconosciuto in
una terra ignota e selvaggia. Ada non parla, ma comunica i suoi pensieri
attraverso i gesti compresi solo dalla figlia che, a sua volta, li traduce
al mondo. Ada suona il piano, ed è la musica ad esprimere in suoni le sue
emozioni, perciò Ada è il piano ma il piano resta abbandonato sulla
spiaggia, sospeso fra un cielo azzurro e un mare blu perché così vuole
l’uomo sconosciuto, suo promesso sposo.
Ada resta sola col suo silenzio, inquieta, inerte, assente; a nulla vale
la presenza costante della piccola figlia, è sola senza più la sua voce,
sola coi suoni interiori che nessuno comprende.
C’è un altro uomo nella terra ignota, inselvatichito tra i selvaggi,
selvaggio nell’aspetto, però non nel cuore. Le si avvicina in
profondità, tocca l’animo di Ada fin nelle sue più profonde corde,
penetra i suoi silenzi, e ridesta il suo corpo alle sensazioni più
fisiche; consapevole dell’intima unione tra Ada e il piano, tramite il
piano giunge a lei.
L’uomo, divenuto proprietario dello strumento, le impone lezioni di
musica, nelle quali nulla apprende, solo ascolta; le impone anche un
ricatto: per riavere il suo piano dovrà concedergli di avvicinarla, un
tasto per guardarla, due tasti per sfiorarla, cinque tasti per giacere con
lei… Ada soggiace al ricatto pur di riavere il suo piano, e le lezioni
continuano.
Quando lei è assente lui, nudo, spolvera accuratamente il piano, ma è
come se accarezzasse il corpo di lei; Ada, però, oltre che muta, sembra
essere sorda, sorda al richiamo dell’amore, della passione, e lui così
non la vuole, non docile, rigida, sottomessa, acquiescente, senza
desiderio ed ardore, e le restituisce il piano.
Ora Ada è di nuovo padrona del suo strumento, ma non suona più; solo ne
sfiora i tasti, ma è come se rivivesse le carezze che lui le prodigava, e
pensa a lui, e, finalmente, si ridesta al richiamo d’amore, e corre da
lui, ma l’uomo sconosciuto, ora suo marito, tutto scopre, e tenta di
vietarle il legame con l’altro: la chiude in casa. Ada tenta di
avvicinarsi al marito, ma le carezze date a lui sono solo un modo per
scoprire l’appartenza di se stessa all’altro dal quale vuole
fortemente andare.…
Vinse tre Oscar, uno per l’attrice protagonista, uno per l’attrice non
protagonista e uno per la sceneggiatura originale “Lezioni di piano”,
“The piano”, il capolavoro di Jane Campion, film dai molti pregi: la
forza degli interpreti, l’eleganza della regìa, il fascino della
musica.
Holly Hunter, piccola grande attrice, interpreta la parte della
protagonista, Ada, una vedova che, alla fine dell’Ottocento, giunge
nella Nuova Zelanda, con la figlia ed il piano, per sposare un colono;
Harvey Keitel, superbo, interpreta il personaggio di Baines, l’uomo che
vive tra i maori.
Tra Ada e Baines la passione divamperà come ossessione, ridestando
all’amore i sensi della donna.
Protagonista assoluta del film è la musica, quella del silenzio e quella
del piano, la voce interiore di Ada che solo al piano riesce ad esprimersi,
e il pianoforte che costituirà anche il tramite per la passione amorosa che
s’innescherà con Baines, il quale si avvicinerà a lei proprio attraverso
la musica, contrariamente al marito Stewart, rude e incapace di
comprendere il mondo interiore della donna. Quando scoprirà la passione
della moglie, prima la chiuderà in casa, poi le amputerà l’indice
destro, senza il quale Ada non potrà esprimere le sue più intime
emozioni.
La sepoltura del pianoforte in mare sancirà il confine tra il prima e il
dopo della vita di Ada, segnando, simbolicamente, l’inizio della risalita
della donna, che rinascerà a nuova vita, insieme a Baines, riprendendo a
suonare con un dito d’argento e ricominciando timidamente, nel finale, a
sillabare parole.
L’azione del film è collocata alla fine dell’Ottocento, quando alle donne
era vietato di esprimere e realizzare i più reconditi desideri; storia
d’amore e tragedia si dipana in una natura selvaggia, in piena
libertà espressiva della regista che riscrive, però, la Storia, facendo
in modo che la sua eroina attraversi un lungo sogno-incubo dal quale poi
si risveglierà per vivere compiutamente i suoi desideri.
Francesca Santucci (13.5.2001)
(in
sottofondo il tema del film "The piano", del compositore Michael
Nyman)
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