Lezioni di piano

Jane Campion

Ada arriva, muta e silenziosa, arriva promessa sposa di un uomo sconosciuto in una terra ignota e selvaggia.
Ada non parla, ma comunica i suoi pensieri attraverso i gesti compresi solo dalla figlia che, a sua volta, li traduce al mondo.
Ada suona il piano, ed è la musica ad esprimere in suoni le sue emozioni, perciò Ada è il piano ma il piano resta abbandonato sulla spiaggia, sospeso fra un cielo azzurro e un mare blu perché così vuole l’uomo sconosciuto, suo promesso sposo.
Ada resta sola col suo silenzio, inquieta, inerte, assente; a nulla vale la presenza costante della piccola figlia, è sola senza più la sua voce, sola coi suoni interiori che nessuno comprende.
C’è un altro uomo nella terra ignota, inselvatichito tra i selvaggi, selvaggio nell’aspetto, però non nel cuore. Le si avvicina in profondità, tocca l’animo di Ada fin nelle sue più profonde corde, penetra i suoi silenzi, e ridesta il suo corpo alle sensazioni più fisiche; consapevole dell’intima unione tra Ada e il piano, tramite il piano giunge a lei.
L’uomo, divenuto proprietario dello strumento, le impone lezioni di musica, nelle quali nulla apprende, solo ascolta; le impone anche un ricatto: per riavere il suo piano dovrà concedergli di avvicinarla, un tasto per guardarla, due tasti per sfiorarla, cinque tasti per giacere con lei…
Ada soggiace al ricatto pur di riavere il suo piano, e le lezioni continuano.
Quando lei è assente lui, nudo, spolvera accuratamente il piano, ma è come se accarezzasse il corpo di lei; Ada, però, oltre che muta, sembra essere sorda, sorda al richiamo dell’amore, della passione, e lui così non la vuole, non docile, rigida, sottomessa, acquiescente, senza desiderio ed ardore, e le restituisce il piano.
Ora Ada è di nuovo padrona del suo strumento, ma non suona più; solo ne sfiora i tasti, ma è come se rivivesse le carezze che lui le prodigava, e pensa a lui, e, finalmente, si ridesta al richiamo d’amore, e corre da lui, ma l’uomo sconosciuto, ora suo marito, tutto scopre, e tenta di vietarle il legame con l’altro: la chiude in casa.
Ada tenta di avvicinarsi al marito, ma le carezze date a lui sono solo un modo per scoprire l’appartenza di se stessa all’altro dal quale vuole fortemente andare.…
Vinse tre Oscar, uno per l’attrice protagonista, uno per l’attrice non protagonista e uno per la sceneggiatura originale “Lezioni di piano”, “The piano”, il capolavoro di Jane Campion, film dai molti pregi: la forza degli interpreti, l’eleganza della regìa, il fascino della musica.
Holly Hunter, piccola grande attrice, interpreta la parte della protagonista, Ada, una vedova che, alla fine dell’Ottocento, giunge nella Nuova Zelanda, con la figlia ed il piano, per sposare un colono; Harvey Keitel, superbo, interpreta il personaggio di Baines, l’uomo che vive tra i maori.
Tra Ada e Baines la passione divamperà come ossessione, ridestando all’amore i sensi della donna.
Protagonista assoluta del film è la musica, quella del silenzio e quella del piano, la voce interiore di Ada che solo al piano riesce ad esprimersi, e il pianoforte che  costituirà anche il tramite per la passione amorosa che s’innescherà con Baines,  il quale si avvicinerà a lei proprio attraverso la musica, contrariamente al marito Stewart, rude e incapace di comprendere il mondo interiore della donna. Quando scoprirà la passione della moglie, prima la chiuderà in casa, poi le amputerà l’indice destro, senza il quale Ada non potrà esprimere le sue più intime emozioni.
La sepoltura del pianoforte in mare sancirà il confine tra il prima e il dopo della vita di Ada, segnando, simbolicamente, l’inizio della risalita della donna, che rinascerà a nuova vita, insieme a Baines, riprendendo a suonare con un dito d’argento e ricominciando timidamente, nel finale, a sillabare parole.
L’azione del film è collocata alla fine dell’Ottocento, quando alle donne era vietato di esprimere e realizzare i più reconditi desideri; storia d’amore e tragedia si dipana in una natura selvaggia, in piena libertà espressiva della regista che riscrive, però, la Storia, facendo in modo che la sua eroina attraversi un lungo sogno-incubo dal quale poi si risveglierà per vivere compiutamente i suoi desideri.

Francesca Santucci (13.5.2001)

(in sottofondo il tema del film "The piano", del compositore Michael Nyman)