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Il personaggio di Cabiria nasce ufficialmente nel 1957 con il film
omonimo, ma era già stato abbozzato dieci anni prima dallo stesso regista
in una breve apparizione nel film Lo sceicco bianco.
Cabiria è una prostituta delle notti romane che una sera, in via Veneto,
incontra e segue fin nel suo appartamento un gran divo. Congedata
all’indomani, prima partecipa ad una processione in cui chiede di
cambiar vita e poi s’imbatte in un uomo che si rivela essere un
mascalzone. Infine, dopo una notte di disperazione, si aggrega ad un
gruppo di giovani e canta insieme a loro.
Minuta e fragile, ingenua e di buon cuore, creatura in sospensione tra il
comico e il patetico, piena di umanità e poesia, pur essendo sola ed
impaurita dalla vita, Cabiria, impersonata da una candida Giulietta
Masina, è estremamente fiduciosa nei confronti del prossimo.
Ben esalta la sua ingenuità la parte iniziale del film, laddove la donna
incontra, e non esita a seguire, il grande divo del momento, interpretato
dall’indimenticabile Amedeo Nazzari, qui Alberto Lazzari, nel ruolo di
se stesso.
Autoironico ed intelligente, dopo i ruoli storici e popolari, di cavaliere
altruista e uomo nobile, di padrone generoso e dignitoso operaio, grande
protagonista del melodramma italiano, Nazzari si rivela perfetto nel
tratteggiare la figura del divo in posa tanto diffusa negli anni ’50.
Francesca Santucci (19.10.2000)
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