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Nel
cinema dell’orrore, per la gioia di psicoanalisti e psicologi, che
considerano l’elaborazione dei mostri immaginari come creature sgorganti
dal nostro essere profondo, c’un grande archetipo: il cadavere che
cammina, il non vivo e il non morto, colui che sfida i secoli e ritorna
portando con sé il fascino perverso della vita eterna: la mummia.
Principale credenza degli antichi Egizi era l’immortalità dell’anima,
perciò tombe, piramidi e mastabe venivano costruite per ospitare
l’anima del defunto. Con la parola “Ka” si indicava il soffio
divino, il corpo spirituale, il “Ba” era, invece, l’anima propria di
ogni uomo. Dopo la morte corporale il Ba avvolgeva la mummia e diventava
il suo Ka, ovvero il suo doppio; Ka e Ba si univano tra loro per formare
uno spirito solo.
Questa la credenza di cui l’immaginario degli uomini (specie
nell’Inghilterra vittoriana dov’ era una vera e propria ossessione e
si
arrivava al punto di sbendare le mummie per vedere come fossero fatte), di
scienziati desiderosi di conoscere cosa sopravviva alla morte studiandone
il Dna ed eseguendo Tac, ma in fondo anche speranzosi di poter riportare
in vita le mummie, di scrittori e registi, si è appropriata
trasfigurandola, da immortalità dell’anima a immortalità del
corpo, fino a rendere possibile il ritorno alla vita reale, per scopi non
sempre leciti, del cadavere mummificato.
Il primo successo hollywoodiano della serie fu The mummy, del 1932,
di Karl Freund, in cui il sacerdote egizio Im-Ho-Tep, riportato in vita
dalla lettura casuale di un papiro, era interpretato da un magistrale
Boris Karloff, sapientemente truccato da Jack Pierce, già creatore del
look di Frankenstein, e le cui movenze lente nelle bende millenarie davano
l’esatta impressione di un corpo che, da un momento all’altro, avrebbe
potuto sbriciolarsi. Da allora si sono susseguiti numerosi remake del
film, fino all’ultimo, La mummia il ritorno, del quale è già
pure pronto il seguito.
Ambientato nel 1935, dieci anni dopo gli accadimenti del primo film La
mummia ne svolge il seguito.
Rick O’Connell e Evelyn, l’avventuriero e l’archeologa, si sono
sposati e si sono stabiliti a Londra insieme al figlio di otto anni, Alex.
Nella sezione egizia del British Museum, in seguito ad una serie di
eventi, si risveglia per la seconda volta lo stregone mummificato Imothep,
che comincia ad aggirarsi sulla terra e a terrorizzare il mondo
determinato a raggiungere l’immortalità, e che tenta di rapire Alex per
sacrificarlo alla dea Iside. Nel frattempo, dal suo sogno millenario, si è
risvegliata anche un’altra forza oscura ancora più potente di Imothep,
generata dai rituali occulti dell’antico Egitto, Scorpion King,
guerriero colpito dalla maledizione del dio Anubi, pronto a reincarnarsi
in un mostro metà uomo e metà scorpione che, capitanando un esercito di
mostri, vuole conquistare il mondo.
Inevitabile sarà lo scontro fra le due forze malefiche che terranno
sospesi ad un filo i destini del mondo, costringendo la coppia a cercare
il figlio rapito e a salvare il mondo prima che le forze del male prendano
il sopravvento.
Il film si snoda, avvincente per chi ama i film del genere, fra truculenze,
effetti speciali e innovative animazioni che non mancano di stupire e
affascinare, ma, naturalmente, al di là dell’ottima regia e degli
effetti speciali ormai sempre più perfetti, ciò che maggiormente attrae
è la leggenda della maledizione che ruota intorno alle mummie, che
porterebbero morti e distruzioni, e l’idea della loro immortalità,
della sopravvivenza del corpo alla decomposizione oltre il tempo e lo
spazio, suggestioni alimentate dal bisogno dell’uomo di lanciare lo
sguardo oltre il visibile verso l’invisibile, cercando di capire
l’aldilà e di carpire il segreto della vita eterna.
Anche i nostri tempi, come l’età vittoriana, non sono immuni dal
fascino della mummia e dal desiderio di scoprire cosa si celi dietro il
grande mistero della morte che, però, nonostante i progressi scientifici,
l’ingegneria genetica e la clonazione, tale resta, e contro cui nulla può
nemmeno la scienza.
Francesca Santucci (18.5.2001)
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