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La
fiamma del peccato s’inserisce nel filone del cinema noir, espressione
dell’ultimo periodo del bianco e nero, e riprende i caratteri
scenografici e lo stile fotografico tipici dell’espressionismo tedesco,
interpretandone in modo originale lo stile, basato sulla predilezione per
gli interni, sui contrasti forti tra l’ombra e la luce, la ricostruzione
in studio degli esterni e la caratterizzazione dei personaggi che si
muovono come burattini all’interno del dramma a forti tinte.
Protagonista eccellente nei panni di Phillis Dietrickson, perversa e
crudele, tenebrosa e sensuale, femme fatal dai capelli luminosamente
platinati nel clima tenebroso del film, artefice e regista del gioco, è Barbara Stanwyck. Attrice non bella, ma qui affascinante più che mai,
dark lady assoluta del noir americano, riesce ad imprimere al personaggio
interpretato la giusta carica passionale, avviluppando nelle sue spire,
proprio come un serpente tentatore, l’assicuratore Walter Neff,
l’attore Fred Mc Murray, e travolgendolo in una trasgressiva storia di
passione.
Quasi tutta l’azione del film si svolge di notte, con dialoghi
essenziali, scarni ed asciutti, caratterizzate da secche battute che
contribuiscono ad incalzare il ritmo serrato della vicenda fino alla
tragica conclusione.
Francesca Santucci
(17.10.2000)
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