Fiaba

di Francesca Santucci

 

E' questa la storia, realmente accaduta, secoli e secoli fa, di un principe e di una principessa. Il Destino volle metterli sulla stessa strada, per oscuri ed imperscrutabili disegni la Malasorte li ostacolò, ma l'Amore li riunì.


La principessa Leinth viveva infelice in un castello fra  i monti, battuto incessantemente, giorno e notte, da un vento gelido, non a caso chiamato dagli abitanti del luogo  "vento di lama", che s'insinuava tra le gole e tra i valichi, ghiacciava i fiumi e i torrenti, scomponeva senza requie le chiome degli alberi e sferzava uomini ed animali, costringendoli a non abbandonare quasi mai le case e le tane.
Eppure non era sempre stato così; quelle montagne un giorno avevano svettato contro un cielo turchino sgombro di nubi, i corsi d'acqua avevano rallegrato con i loro dolci mormorii una vegetazione rigogliosa, odorosi fiori multicolori avevano adornato a profusione le valli, e le mura del castello erano state baciate dai raggi del sole, poi, per un sortilegio, la maledizione era discesa sul luogo, avvolgendolo nelle spire tetre di quel vento maledetto che mai si placava.
Anche il cuore della principessa sembrava essere diventato di ghiaccio, eppure, talvolta,  dalla torre del castello  amava sporgersi per fantasticare!
Spaziando con lo sguardo perso nell'infinito grigiore, cercava all'orizzonte un varco azzurro, uno scorcio luminoso, un colore, un profumo, che le indicasse che, da qualche parte, quel vento di lama andava a morire e tornava il sereno... e sognava l'amore, sognava che un principe buono correva da lei e la portava via, incontro al sole,  al galoppo sul suo bianco destriero, e già lo amava.


Oltre quella montagna c'era il mare, chilometri e chilometri più a valle si stendeva la distesa verde-azzurra delle acque terse e cristalline abbagliate da un sole luminoso e tiepido, allietate dai salti dei delfini e dai canti in lontananza delle balene, e proprio a picco sul mare si affacciava il castello del principe Nihil.
"Cuore gentile", così lo chiamavano tutti, perché era buono e generoso, pronto a difendere i più deboli e a schierarsi contro i prepotenti. Non c'era nessuno che non lo stimasse e qualunque fanciulla sarebbe stata lieta ed onorata di divenire sua sposa, ma lui non amava nessuna. 
Quando non era impegnato ad aiutare suo padre nel governo del paese, il principe amava fare lunghe cavalcate sulla spiaggia sfrecciando su un bianco destriero, oppure trascorreva il  tempo  a comporre versi meravigliosi, che a nessuna leggeva, convinto che soltanto con la donna che avrebbe amato, e che lo avrebbe ricambiato, avrebbe condiviso le sue più recondite emozioni.
Ma dov'era quella donna? Esisteva da qualche parte del mondo una giovane pura di cuore che gli avrebbe donato incondizionatamente  il suo amore? Qualcuna che potesse amarlo solo per se stesso e non perché fosse affascinata dal  figlio di re?


Fu in un giorno in cui era più triste che mai che la principessa invocò l'angelo del mare, poi scrisse un messaggio, lo rinchiuse in un ampolla di opalina verde, lo sigillò con  lacrime disperate e lo affidò alle gelide acque del fiume; diceva:

Le mie lacrime il vento disperde,
le mie parole al mare affido,
sperando che un principe
di cuore gentile
legga e comprenda la mia tristezza.
Infelice  i giorni trascorro, freddi,
cupi, senza speranza.
Tutto tace, il paesaggio è di ghiaccio
ed anche il mio cuore sembra gelare.

Io t'amo già, e son qui che aspetto,
ti prego, amore, vienimi a salvare!


Lungo è il  viaggio di un fiume, attraversa luoghi solitari, impervi, scoscesi, salta dirupi, scavalca massi, aspro e difficile è il suo cammino, ma infine sempre poi ritorna al mare. Fu per questo che un giorno un'onda più lunga delle altre, spintasi fin quasi ai piedi del principe Nihil, depositò sulla spiaggia la piccola ampolla verde; il principe la raccolse e lesse il messaggio, che molto lo colpì. 
E quella notte fece un sogno, sognò un bel volto di fanciulla dai grandi occhi chiari ricolmi di lacrime e ne udì la voce chiedere aiuto. Per molte notti, poi,  rifece sempre lo stesso sogno, finché un giorno, dopo aver riletto quel messaggio per l'ennesima volta, di colpo s'accorse di amare quella fanciulla, e si convinse che, da qualche parte del mondo, lei esisteva davvero; ma come fare per trovarla? 
Allora ritornò sulla spiaggia, nel punto esatto in cui aveva raccolto l'ampolla, guardò lungamente l'infinita distesa del mare baluginante di pagliuzze dorate, l'orizzonte sconfinato che si perdeva alla vista, e un senso di smarrimento e di sconforto lo colse, abbandonandolo a lacrime di disperazione.
Ma dall'alto dei Cieli l'angelo dell'Amore lo scorse ed ebbe pietà del suo dolore; volteggiando lieve con le sue bianche ali morbidamente  discese sulla spiaggia e così parlò al principe:
La tua principessa non è un sogno o una chimera lontana; oltre il mare ella vive solitaria in un castello, ed aspetta solo l'amore di un cuore puro per essere felice e per liberare il suo paese da un orribile malefizio. Vieni, seguimi col tuo cavallo, t'indicherò io la strada che a lei ti condurrà. 
E così fu. Per giorni e giorni  il principe galoppò, veloce più del vento gelido che cercava di ostacolarlo, desideroso solo di poter trovare l'amata principessa, ma troppo tardi giunse al castello e non riuscì nemmeno a vedere il colore dei suoi occhi: solo pochi istanti prima l'infelice principessa si era data la morte.
Allora  il principe, disperato, la sollevò tra le sue braccia e cominciò a piangere lacrime amare ma ecco cosa, per meraviglioso prodigio, accadde: una  lacrima cadde sul volto della principessa e s'insinuò tra le sue fredde labbra,  il cuore riprese a pulsare,  il volto esangue si ricolorì  e i begli occhi chiari si spalancarono stupefatti sul volto incredulo del suo salvatore, che subito riconobbe come il principe che già lei amava: l'amore di Nihil aveva insufflato in Leinth  nuova vita.
Di colpo il gelido vento tacque, si udì gorgogliare il ruscello, mormorare le cascate e trillare gli uccelli, fiori dalle mille diverse fragranze spuntarono nei prati e sui pendii dei monti, e le voci dei bimbi festanti insieme ai genitori risuonarono per tutta la vallata. 
Nel paese, ormai liberato dal malefizio, la vita riprese, e veloci, ma accurati, furono i preparativi per le nozze della principessa Leinth  e del principe Nihil che, proclamati re e regina, vissero a lungo felici e contenti, governando il paese  in pace e in armonia.

dal libro:


   Prezzo: 7,00 euro

Pagine: 40


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