Evangelina Gemma Alciati

(1883/1959)

pittrice

Evangelina Gemma Alciati, “Autoritratto”, pastello su carta – cm.64x51,5- Torino 1930

presso la Galleria Arte Moderna- Palazzo Pitti Firenze-

 

 




Nata a Torino il 21 agosto 1883, morta a Torino il 2 gennaio 1959.
Frequentò la scuola femminile «Domenico Berti» di preparazione all’insegnamento e successivamente si diplomò presso l’Accademia Albertina, dove fu allieva di Giacomo Grosso. Sempre all’Accademia incontrò il pittore Anacleto Boccalatte col quale ebbe un rapporto equiparabile a quello coniugale e più tardi un figlio.
Tra il 1903 ed il 1906 soggiornò a Parigi ed imparò a conoscereapprofonditamente il mondo artistico della capitale francese che influenzerà la sua carriera artistica.
Nel 1907, anno di nascita di suo figlio Gabriele, esordì alla Promotrice e da allora fu costante la sua presenza alle mostre ove ottenne ampi riconoscimenti.
Nel 1912 insieme ad Emma Ciardi partecipa alla Decima Esposizione Internazionale di Venezia dove vengono considerate tra le migliori autrici. In «La Donna» del 20 luglio 1912 Enrica Grasso scrisse: “Evangelina Alciati è per me una rivelazione: deve aver esposto poco, per la bella ragione che è assai giovane: non so se a Roma, nell’anno scorso, per la prima volta. So però, che qui ella si fa ammirare veramente nei suoi ritratti robustamente eseguiti: un po’ tristi, se si vuole, per nulla composti sulla falsariga inglese, come piace ora ai giovani pittori, e anche a quelli non più giovani, ma ritratti personali, che additano nella loro autrice una sicurezza capace di far molto cammino senza esitare. Essi non hanno nulla di incerto, che è nell’arte dei giovani, vi si scorge invece un carattere deciso e fermo. …”.
Nel 1913 ebbe un posto d’onore nella Seconda Esposizione Internazionale Femminile di Belle Arti, promossa dalla rivista «La Donna» sotto il patronato della Regina Elena e la Presidenza onoraria di Laetitia di Savoia Napoleone, ottenne infatti una mostra individuale ove espose quindici opere di cui quattordici, ritratti . Una di queste opere, “Ritratto di Bimba”, venne acquistata dal Museo Civico di Torino.
Nel 1914 presentò tre dipinti, “Ritratto della contessa Capello”, “Maternità” acquistata dal Re e “Ritratto di bambina”, alla prima esposizione della Probitas, presso il Palazzo delle Belle Arti di Roma.
Nel 1918 espose un “Ritratto” all’ultima mostra in coabitazione tra Promotrice e Circolo degli Artisti.
Il 1919 fu un anno importante per la sua carriera artistica, partecipò infatti a numerose mostre di alto livello ove ottenne riconoscimenti e successi. Tra le altre ricordiamo: l’80ª esposizione della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti in Roma e l’Esposizione Nazionale d’Autunno della Promotrice torinese ove ottenne il Premio Bricherasio.
Nel 1922 affronta con notevoli risultati temi diversi dal ritratto, ricordiamo ad esempio “Contadine che panificano”.
Nel 1923 partecipa alla Quadriennale di Torino ed alla Seconda Biennale Romana.
Nel 1926 partecipa alla XXVII esposizione «Amici dell’arte» ed alla mostra «Vedute di Torino» organizzata dal gruppo intitolato ad Antonio Fontanesi, da poco costituito da Casorati, Rigotti, Sartoris e Sobrero.
Nel 1927 espose alla Quadriennale di Torino.
Per ragioni personali diminuì poi la sua vita pubblica pur non abbandonando mai del tutto l’esposizione, infatti nel 1953 espose alla Galleria Fogliato, in una mostra recensita su «La Stampa» da Alberto Rossi.

(scheda del Comanducci)