Ennio Montariello

pittore e scrittore


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E. Montariello, Convergenze,  cm 50x50, un olio su tela,  2007

E. Montariello, Guardarsi dentro,cm 50x50 olio su tela, 2007

 

E. Montariello, Orizzonte del pensiero, cm 40x80, trittico, olio su

 tela, 2007

E. Montariello, Passaggio bianco,tondo di  cm 50  di diametro, matita su carta,  2006

 

E. Montariello, Esperienza d'amore, cm. 70 x 100, matita su carta, 2006

E. Montariello, Dimensione dell'istinto,  cm. 50 x 70, matita su carta, 2006

E. Montariello, Oriente,  matita su carta, cm. 50 x 70, 2006

E. Montariello, Contemplazione,  cm. 70x 100, olio su tela, 2005

 

  

E. Montariello, Il segno del maestro, cm. 50 x 70, matita su carta, 2004

 

E. Montariello, Segni di luce, cm. 50 x 70, matita su carta, 2004

 

 

E. Montariello, La nascita, cm. 50 x 70, matita su carta, 2004

 

 

E. Montariello, Erotismo, cm. 50 x 70, matita su carta, 2003

 

visita il sito personale dell'Artista:

www.enniomontariello.it

L’IPERREALISMO INTERIORE DI ENNIO MONTARIELLO

La donna è la musa ispiratrice del lavoro di Ennio Montariello, un mito fascinoso che sottolinea anche il carattere della donna moderna, elegante, dal volto sereno, esteticamente ed intimamente consapevole della propria intelligenza ed autonomia.
I volti e i nudi di donna di questo artista si discostano completamente dal classicismo storico per assumere una propria dimensione di “iperrealismo interiore”, di “modernismo evocativo”, ricollocando la donna stessa al rango di “sogno angelico” e allo stesso tempo di “consapevole superiorità espressiva”.
Montariello, oltre ad essere un maestro di estetica, ottiene nelle sue opere quel grado di chiarezza e di equilibrio propri dei miti della pittura: le trasparenze, il plasticismo, la sensibilità, oltre alla sensualità, la spiritualità che Montariello infonde alle sue opere sono proprie di un artista in grado di fare una distinzione fra le sensazioni che la vita gli offre e il suo modo di tradurre le stesse in pittura, si da trasformarsi in un “poeta del segno e del colore” e la sua donna pare  veramente, come diceva Dante: “una cosa venuta dal cielo in terra a miracol mostrare”.
L’opera di questo artista lascia trasparire il suo contenuto spirituale, anche se  Montariello sa valutare l’antica arte dei grandi maestri secondo il nuovo punto di vista della sua espressività, realizzata mediante disegno e colore.
Nell’osservare le opere di questo artista si percepisce immediatamente il sentimento che scaturisce da esse, contenuto nelle linee, nella composizione e nei colori. Il titolo dell’opera, quando c’è, non servirà che a confermare la nostra impressione.
Il clima mediterraneo in cui vive Ennio Montariello infonde impulsi continui alla sua pittura.
Ispirate dalla luce chiara e viva, le superfici di colore appaiono trasparenti e mediante la distribuzione dei colori l’artista fonde il primo piano e lo sfondo in un’unica superficie. Spesso il primo piano viene respinto dai toni più freddi del blu e del  viola, mentre i toni verdi e arancioni, più caldi, portano in avanti lo sfondo.
Il limite posteriore della sponda e la linea di demarcazione del sentiero segnano l’asse della raffigurazione e dell’immagine riflessa e nel suo sconvolgimento l’oggetto si trasforma in soggetto.
Ecco come il compito di Montariello non è più quello di raffigurare materialmente un volto o un corpo femminile, ma di  una pittura più elevata che serva all’artista per esprimere le proprie visioni interiori.
Il suo obiettivo è un’arte pura ed equilibrata, un’arte che non inquieti né turbi. Montariello desidera che l’uomo stanco, oberato e finito, ritrovi davanti ai suoi quadri la pace e la tranquillità.
Il ritratto femminile è una delle forme più singolari dell’arte. Esso esige dall’artista qualità particolari ed una familiarità totale del corpo umano. Nei suoi confronti il pittore non deve avere un’idea preconcetta, ma il suo spirito deve cogliere ogni particolare, così come non sfuggirebbero i diversi profumi della natura nel dipingere un mazzo di fiori o un paesaggio.
Ennio Montariello usa il colore come mezzo per esprimere la luce; non tanto il fenomeno fisico, quanto quella luce che esiste in realtà nella mente dell’artista, che serve anche ad indagare nell’intimo della figurazione che rappresenta.

Eraldo Di Vita

 

 

 





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